
Elezioni regionali Italia: guida, date e funzionamento
Ogni cinque anni gli italiani tornano alle urne per eleggere i presidenti e i consigli delle venti regioni. Non è un voto uguale per tutti: le regole cambiano a seconda che si tratti di una regione a statuto ordinario o speciale, e le date delle tornate non sono mai tutte uguali. In questa guida trovi tutto quello che serve per capire come funzionano le elezioni regionali in Italia, quando si terranno le prossime e cosa differenzia una regione dall’altra.
Regioni totali: 20 ·
Regioni a statuto ordinario: 15 ·
Regioni a statuto speciale: 5 ·
Durata del mandato: 5 anni
Panoramica rapida
- L’elezione diretta del presidente è in vigore dal 1995 (Wikipedia).
- Il premio di maggioranza garantisce la governabilità (Corte costituzionale).
- Più di 40 milioni di elettori coinvolti a ogni tornata (Ministero dell’Interno).
- Le date delle elezioni regionali 2026 non sono ancora ufficiali (Giornale Mondo).
- Possibili elezioni anticipate in alcune regioni. (Giornale Mondo)
- Eventuali modifiche al sistema elettorale regionale. (Giornale Mondo)
- Settembre 2025: prime elezioni regionali (Corriere della Sera).
- 23-24 novembre 2025: tornata principale (Eligendo).
- 2026: prossime elezioni per regioni che hanno votato nel 2021. (Corriere della Sera)
- Aggiornamenti ufficiali su Eligendo (Ministero dell’Interno).
- Nomina dei nuovi presidenti entro il 2026. (Ministero dell’Interno)
- Possibile accorpamento con elezioni europee 2029. (Ministero dell’Interno)
Il sistema elettorale regionale italiano bilancia rappresentanza e stabilità con un mix di proporzionale e premio di maggioranza.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Numero di regioni | 20 |
| Introduzione elezione diretta | 1995 |
| Sistema elettorale | Proporzionale con premio di maggioranza |
| Soglia di sbarramento | 3% per liste, 10% per coalizioni |
| Durata mandato | 5 anni |
Il punto: il premio di maggioranza evita la frammentazione, ma la soglia di sbarramento al 3% tiene fuori le liste minori, un compromesso tra governabilità e pluralismo.
Quando si terranno le prossime elezioni regionali in Italia?
Date delle elezioni regionali 2025
Nel 2025 si sono tenute elezioni regionali in sette regioni. Il via a settembre con le Marche, seguite da una tornata il 23 e 24 novembre in Veneto, Campania, Umbria, Puglia, Liguria, e nella regione Piemonte (Corriere della Sera). Il Ministero dell’Interno ha gestito l’operazione attraverso il portale Eligendo, che ha pubblicato risultati e affluenza in tempo reale (Eligendo – Ministero dell’Interno).
Sette regioni al voto in un solo anno: un’intensità che non si vedeva dal 2020, segno di un ciclo elettorale regionale sempre più concentrato.
Prossime elezioni nel 2026
Per il 2026 il calendario è ancora provvisorio. Al momento della pubblicazione, non risultavano fissate date ufficiali per le elezioni regionali del 2026 (Giornale Mondo). La ragione è semplice: le regioni che hanno votato nel 2021 (Marche, Veneto, Campania e altre) scadranno a cinque anni di distanza, ma le date esatte devono essere ancora calendarizzate dal Ministero dell’Interno.
Regioni che voteranno
Le regioni potenzialmente interessate dalla tornata 2026 sono quelle dove il mandato dei presidenti eletti nel 2021 giunge a scadenza naturale. L’elenco include Marche, Veneto, Campania, Umbria, Puglia, Liguria, e Piemonte. Attenzione: non tutte le regioni sono confermate. Elezioni anticipate per crisi di governo locali potrebbero stravolgere il calendario, come già accaduto in passato.
L’implicazione: il 2026 sarà un anno chiave per la geografia politica italiana, ma l’assenza di date certe rende difficile qualsiasi pianificazione per partiti e candidati.
Come funzionano le elezioni regionali in Italia?
Il sistema elettorale regionale
Dal 1995 i presidenti delle regioni sono eletti direttamente dai cittadini, un cambiamento profondo rispetto al passato quando il consiglio regionale li nominava. La legge costituzionale n. 1 del 1999 ha poi introdotto una disciplina transitoria fino all’entrata in vigore dei nuovi statuti (Osservatorio sulle Fonti). Oggi ogni regione ha una propria legge elettorale, ma tutte condividono alcuni principi comuni.
Il sistema è proporzionale con un premio di maggioranza. La coalizione che ottiene almeno il 40% dei voti viene premiata con un numero di seggi extra nel consiglio regionale, fino al 60% del totale. Una soglia di sbarramento al 3% per le liste e al 10% per le coalizioni impedisce una frammentazione eccessiva.
- Voto diretto per il presidente della regione.
- Voto di lista per il consiglio regionale.
- Possibilità di voto disgiunto (elettore può scegliere un presidente e una lista di un’altra coalizione).
Consiglio regionale e seggi
Il consiglio regionale è eletto con il sistema proporzionale. I seggi sono distribuiti tra le liste in base ai voti ottenuti, con il correttivo del premio di maggioranza per garantire una maggioranza stabile al presidente eletto. La dimensione del consiglio varia da regione a regione, con un minimo di 30 consiglieri per le regioni più piccole fino a 80 per la Lombardia.
Perché questo conta: il sistema misto dà stabilità all’esecutivo ma non cancella la complessità. Capire come si traducono i voti in seggi è essenziale per valutare la tenuta di una maggioranza.
Ogni quanto si vota per le elezioni regionali?
Durata del mandato
Il mandato di un presidente regionale dura 5 anni. La data di scadenza coincide con l’anniversario della proclamazione. Le regioni a statuto ordinario seguono un ciclo di cinque anni (Giornale Mondo). Per le regioni a statuto speciale, invece, la durata può variare leggermente a seconda degli statuti autonomi, ma nella pratica il ciclo è lo stesso: cinque anni.
Eccezioni e elezioni anticipate
Le elezioni anticipate sono possibili in caso di dimissioni del presidente, sfiducia da parte del consiglio, o altre crisi istituzionali. In quel caso si vota entro tre mesi. Le regioni a statuto speciale hanno procedure specifiche: la Corte costituzionale ha osservato che queste regioni tengono spesso tornate in date distinte da quelle ordinarie (Corte costituzionale).
Calendario delle prossime tornate
Il calendario è in evoluzione. Dopo il 2025, le prossime scadenze naturali sono nel 2026 (regioni che hanno votato nel 2021), nel 2028 (regioni che hanno votato nel 2023, come Lazio e Lombardia), e così via. Il riferimento ufficiale resta il portale Eligendo del Ministero dell’Interno (Eligendo), dove sono pubblicati tutti i dati storici e le prossime scadenze.
La regola: salvo crisi, si vota ogni 5 anni. Ma il diavolo è nei dettagli: le regioni a statuto speciale e le possibili anticipazioni rendono il calendario meno scontato di quanto sembri.
Quali regioni voteranno alle elezioni regionali del 2026?
Regioni a statuto ordinario
Le regioni a statuto ordinario che hanno eletto i loro presidenti nel 2021 sono quelle che probabilmente voteranno nel 2026. L’elenco include Marche, Veneto, Campania, Umbria, Puglia, Liguria, e Piemonte. Ognuna di queste regioni ha un sistema elettorale simile, con l’elezione diretta del presidente e il premio di maggioranza.
Regioni a statuto speciale
Le regioni a statuto speciale — Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige, e Valle d’Aosta — hanno cicli elettorali autonomi. Possono tenere elezioni in date diverse rispetto alle regioni ordinarie. Il Senato ha richiamato la necessità che le leggi elettorali delle autonomie speciali garantiscano parità di accesso e equilibrio di rappresentanza (Senato della Repubblica).
Non dare per scontato che tutte le regioni del 2026 siano confermate. Le elezioni anticipate in una regione a statuto ordinario possono cambiare la mappa politica a pochi mesi dal voto.
Previsioni e incertezze
Le incertezze riguardano soprattutto le regioni a statuto ordinario. Se un presidente si dimette o viene sfiduciato, si vota prima della scadenza naturale. Al momento, non ci sono segnali pubblici di crisi imminente, ma la politica regionale è dinamica e ogni previsione va presa con cautela.
Il punto: Sapere quali regioni voteranno nel 2026 è un esercizio di previsione, non di certezza. Segui i canali ufficiali per le date definitive.
Chi può votare alle elezioni regionali?
Requisiti di voto
Possono votare alle elezioni regionali i cittadini italiani maggiorenni residenti nella regione in cui si tengono le elezioni. Il voto è obbligatorio? No, ma l’astensione è registrata. I cittadini stranieri (comunitari e extracomunitari) non possono votare alle elezioni regionali, a differenza di quanto accade per le elezioni amministrative in alcuni comuni.
Elettori residenti all’estero
I cittadini italiani residenti all’estero possono votare per le elezioni regionali solo se sono iscritti all’AIRE e mantengono la residenza in una regione italiana. Non esiste un voto per corrispondenza per le regionali come per le politiche. Devono recarsi al seggio nella regione di residenza.
Voto degli studenti fuori sede
Gli studenti fuori sede possono votare per le elezioni regionali solo nella regione di residenza, non in quella di studio. Non esiste ancora una norma nazionale che permetta il voto fuori sede per le regionali, anche se in passato sono state proposte modifiche legislative. Alcune regioni hanno adottato soluzioni temporanee, ma la prassi generale resta quella del voto nella residenza anagrafica.
Il trade-off: Il diritto di voto è legato alla residenza, non alla presenza. Per gli studenti fuori sede, questo significa dover tornare a casa per votare, un ostacolo pratico che pesa sulla partecipazione.
Oltre 40 milioni di elettori hanno diritto di voto, ma meno del 60% si è recato alle urne nelle ultime tornate. Il vero problema non è chi può votare, ma chi effettivamente vota.
Quanto dura il mandato di un presidente regionale?
Il mandato di un presidente regionale dura 5 anni, salvo dimissioni o sfiducia. In caso di crisi, si tengono elezioni anticipate entro tre mesi. Il presidente rieletto può restare in carica per un massimo di due mandati consecutivi in quasi tutte le regioni. Fanno eccezione alcune regioni a statuto speciale, che hanno limiti diversi.
Cosa sono le elezioni regionali?
Le elezioni regionali servono a eleggere il presidente della regione e i membri del consiglio regionale. È il meccanismo con cui i cittadini di una regione scelgono chi governa il territorio per i successivi cinque anni. Le elezioni regionali si distinguono dalle elezioni politiche (per il Parlamento nazionale) e dalle elezioni amministrative (per comuni, province e città metropolitane).
Quali sono i requisiti per candidarsi alle elezioni regionali?
Per candidarsi come presidente della regione serve la cittadinanza italiana, l’età minima di 18 anni (in alcune regioni 25), e la residenza nella regione. Per il consiglio regionale, i requisiti sono simili: cittadinanza, maggiore età, e residenza. Le liste devono essere presentate entro 30 giorni dalla data delle elezioni, con un numero minimo di firme (variabile da regione a regione).
Come vengono assegnati i seggi del consiglio regionale?
I seggi del consiglio regionale sono assegnati con sistema proporzionale. Ogni lista riceve un numero di seggi proporzionale ai voti ottenuti, ma la coalizione vincente ottiene un premio di maggioranza (fino al 60% dei seggi) se supera il 40% dei voti. Se nessuna coalizione raggiunge il 40%, si va al ballottaggio tra i due candidati più votati.
La conseguenza: il premio di maggioranza è la garanzia che il presidente eletto abbia una maggioranza in consiglio. Senza, ogni riforma sarebbe ostaggio di negoziati infiniti.
Cosa succede se nessun candidato raggiunge il 40% dei voti?
Se nessun candidato presidente ottiene almeno il 40% dei voti al primo turno, si va al ballottaggio tra i due candidati più votati. Il ballottaggio si tiene due settimane dopo il primo turno. Vince chi ottiene più voti al secondo turno. La coalizione del vincitore ottiene comunque il premio di maggioranza, indipendentemente dalla percentuale ottenuta.
Le elezioni regionali si svolgono lo stesso giorno in tutta Italia?
Non necessariamente. Le regioni a statuto ordinario tendono a concentrare le tornate in poche date (di solito in primavera o autunno), ma le regioni a statuto speciale spesso scelgono date autonome. La Corte costituzionale ha osservato che le elezioni nelle regioni speciali si sono sempre svolte in date distinte da quelle ordinarie (Corte costituzionale).
Timeline delle prossime elezioni regionali
- – Elezioni regionali nelle Marche (Regione Marche)
- – Elezioni in Veneto, Campania, Umbria, Puglia, Liguria, Piemonte (Eligendo)
- – Prossime elezioni per regioni che hanno votato nel 2021
elezionistorico.interno.gov.it, cortecostituzionale.it, dait.interno.gov.it, provincia.re.it, elezionistorico.interno.gov.it, dait.interno.gov.it
Per un approfondimento sulle prossime tornate, consulta la guida dedicata alle elezioni regionali 2025 con date e candidati aggiornati.
Domande frequenti
Cosa succede se il presidente della regione si dimette?
Se il presidente si dimette, si tengono elezioni anticipate entro tre mesi. Nel frattempo, il vicepresidente o un commissario nominato dal governo gestisce l’ordinaria amministrazione.
Le elezioni regionali sono obbligatorie?
Il voto non è obbligatorio, ma è un diritto e un dovere civico. L’astensione non comporta sanzioni, ma segnala un disinteresse che i partiti osservano attentamente.
Posso votare alle elezioni regionali se sono residente all’estero?
Sì, ma solo se sei iscritto all’AIRE e mantieni la residenza in una regione italiana. Il voto deve essere esercitato recandoti al seggio nella regione di residenza.
Qual è la differenza tra elezioni regionali e provinciali?
Le elezioni regionali eleggono il presidente e il consiglio della regione. Le elezioni provinciali (oggi abolite in molte province) eleggevano il presidente della provincia e il consiglio provinciale. Le province non hanno più organi eletti direttamente dal 2014.
Come vengono finanziati i partiti alle elezioni regionali?
I partiti ricevono contributi pubblici proporzionali ai voti ottenuti e ai seggi conquistati. Alle elezioni regionali, il finanziamento è regolato dalle leggi regionali, che possono variare. In generale, ogni lista che supera l’1% riceve un rimborso per le spese elettorali.
Quanto costa una campagna elettorale regionale?
I costi variano enormemente: da poche centinaia di migliaia di euro per una regione piccola a diversi milioni per regioni come Lombardia o Campania. Le spese sono rendicontate pubblicamente.
Le elezioni regionali si svolgono lo stesso giorno in tutte le regioni?
No. Possono essere accorpate in un’unica data per più regioni (come nel novembre 2025), ma ogni regione ha la sua data di scadenza. Le regioni a statuto speciale tendono a scegliere date autonome.
Per il cittadino italiano, il voto regionale è il momento in cui si decide chi amministra il proprio territorio per cinque anni. La scelta è semplice solo a parole: serve informarsi, partecipare e, per chi è fuori sede, organizzarsi. Per lo studente fuori sede o l’elettore all’estero, la decisione è netta: o tornare a votare o rinunciare a incidere sulle politiche locali che regolano sanità, trasporti e scuola.