
Eolico in Italia: potenza, regioni e produzione 2025
L’Italia corre verso gli obiettivi di energia pulita, ma il vento — risorsa che altrove in Europa ha già rivoluzionato la rete elettrica — inizia a farsi sentire qui con ritardo. A gennaio 2026 il parco eolico italiano conta 6.173 impianti e una potenza di 13.629 MW, eppure le installazioni del 2025 sono calate dell’8% rispetto all’anno precedente. Capire cosa funziona, dove si installa e cosa frena la crescita è oggi il nodo chiave per chi guarda alla transizione energetica del Paese.
Potenza installata 2025: 13,6 GW ·
Nuovo installato 2025: -8% vs 2024 ·
Regioni Sud: 91% potenza ·
Crescita 2020-2024: +2 GW
Panoramica rapida
- 13.629 MW di potenza eolica a gennaio 2026 (Modofluido)
- 608 MW di nuova capacità aggiunta nel 2025 (Terna)
- La Basilicata guida con 1.489 pale eoliche (Modofluido)
- Tempistiche precise per i 93 progetti offshore in attesa di autorizzazione
- Impatto reale delle opposizioni locali sui permessi futuri
- Quanto effettivamente la nuova potenza installata contribuirà alla rete nel breve termine
- 2024: 685 MW installati (record recente)
- 2025: 579 MW (calo dell’8% anno su anno)
- 2030: obiettivo 28 GW — quasi il doppio dell’attuale
- Il progetto Sicily South (1.140 MW) potrebbe alimentare 1,5 milioni di abitazioni (Modofluido)
- Il Decreto Porti 2025 identifica 4 hub strategici: Brindisi, Augusta, Taranto, Civitavecchia (GreenReport)
- L’Europa ha installato 17 GW di eolico onshore nel 2025 — record storico (QualEnergia)
Vantaggi e svantaggi dell’eolico in Italia
Vantaggi
- Energia pulita: L’eolico produce energia senza emissioni di CO₂ durante il funzionamento, contribuendo agli obiettivi climatici nazionali
- Riduzione dipendenza gas: Con 540,8 TWh/anno di potenziale offshore galleggiante, l’Italia potrebbe sostituire oltre 51 miliardi di Smc/anno di gas (GreenReport)
- Indipendenza energetica: Il vento è una risorsa domestica che non dipende da mercati esteri, diversificando il mix energetico nazionale
- Crescita post-2020: Dal 2020 al 2024 sono stati installati +2 GW, dimostrando capacità espansiva del settore (Enel Learning Hub)
Svantaggi
- Concentrazione geografica: Il 91% della potenza è concentrato in 6 regioni del Sud, lasciando il Nord quasi escluso dalla transizione
- Opposizioni locali: Le resistenze delle comunità locali rallentano l’iter autorizzativo per nuovi impianti
- Ritardo offshore: L’Italia è ottava al mondo per impianti marittimi ma ha un solo parco operativo (30 MW a Taranto), contro i 9,2 GW della Germania (GreenReport)
- Variabilità meteorologica: A dicembre 2025 la produzione è scesa del 44,1% per minor ventosità, evidenziando la dipendenza dalle condizioni climatiche (Terna)
Atlante eolico RSE: Il Politecnico di Torino stima un potenziale teorico di 207,3 GW di eolico offshore galleggiante per l’Italia — una risorsa largamente inesplorata che supera le attuali riserve di gas certe (42,5 miliardi di Smc).
Qual è la situazione attuale dell’eolico in Italia?
Al gennaio 2026 l’Italia conta 6.173 impianti eolici per una potenza complessiva di 13.629 MW, pari a 13,6 GW. I dati Terna mostrano che nel 2025 sono stati aggiunti 608 MW di nuova capacità, in calo dell’8% rispetto ai 685 MW del 2024 — il record recente. La potenza è cresciuta di +2 GW dal 2020, ma il ritmo di installazione sta rallentando proprio mentre il Paese si prefigge di raggiungere 28 GW entro il 2030.
“L’Italia ha un potenziale eolico offshore galleggiante di 207,3 GW, superiore a tutte le riserve di gas nazionale. Sfruttarlo potrebbe ridurre drasticamente la dipendenza da fonti fossili.”
— Politecnico di Torino, tramite GreenReport
Potenza installata e crescita recente
Nel 2024 l’Italia aveva raggiunto 13 GW di potenza eolica installata, con un incremento annuale di 685 MW. A giugno 2025 Enel registrava 13,29 GW, confermando la crescita costante ma più lenta rispetto agli obiettivi nazionali. A fine 2025 i 13,6 GW rappresentano un risultato che deve molto al vento del Mezzogiorno: le sei regioni meridionali (Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna) concentrano il 91% della potenza nazionale.
Nota: La Puglia ha registrato l’incremento maggiore nel 2025 con 439 MW, seguita dalla Basilicata (+59 MW) e dalla Campania (+32 MW). I dati sono tratti dal Rapporto Mensile Terna dicembre 2025.
Dati Terna al 2024-2025
Secondo Terna, a dicembre 2025 la produzione eolica si è attestata a 1.472 GWh, con un calo del 44,1% rispetto allo stesso mese del 2024. La riduzione è dovuta principalmente alla minor ventosità, che ha tolto 1.285 GWh rispetto all’anno precedente. Questa variabilità evidenzia una delle sfide strutturali dell’eolico: la produzione dipende dalle condizioni meteorologiche, rendendo complessa la pianificazione della rete.
In sintesi: L’Italia ha raggiunto 13,6 GW di eolico installato, ma il calo delle nuove installazioni nel 2025 (-8% vs 2024) segnala un rallentamento proprio mentre il Paese deve raddoppiare la capacità entro il 2030.
Qual è la regione con più pale eoliche in Italia?
La Basilicata guida la classifica con 1.489 pale eoliche installate — la più alta concentrazione regionale del Paese. Segue la Puglia con 1.438 pale, mentre Campania, Calabria, Sicilia e Sardegna completano la geografia dell’eolico italiano. Il Nord Italia rimane quasi completamente escluso da questa transizione: la pianura padana e le regioni alpine presentano condizioni ventose inferiori e barriere autorizzative più rigide.
Distribuzione regionale
La mappa dell’eolico italiano rispecchia la geografia del vento: il Mezzogiorno gode di ventosità superiore alla media nazionale, specialmente nelle zone costiere e collinari della Puglia e della Basilicata. Secondo i dati Modofluido, sei regioni meridionali concentrano il 91% della potenza installata, mentre le regioni del Centro e del Nord rappresentano meno del 10% del totale.
Attenzione: Il Nord Italia resta marginale per l’eolico onshore. Le regioni settentrionali dipendono maggiormente da idroelettrico e fotovoltaico, con l’eolico che contribuisce in modo marginale al mix energetico locale.
Parchi eolici principali
Tra i parchi più significativi figurano quelli emiliani come San Benedetto Val di Sambro e Casoni di Romagna, pur rappresentando eccezioni nel panorama nazionale. I progetti di maggiori dimensioni si concentrano nel Sud: il progetto Sicily South, nato a marzo 2025, prevede 76 turbine per 1.140 MW a circa 25 km dalla costa di Agrigento, sufficienti ad alimentare 1,5 milioni di abitazioni.
Progetti futuri: Legambiente ha mappato 93 progetti offshore per 74 GW complessivi, con la Puglia che guida con 26 progetti, seguita da Sicilia (25) e Sardegna (24). Le richieste di connessione a Terna ammontano a 132 progetti per quasi 90 GW.
In sintesi: La Basilicata domina con 1.489 pale, seguita dalla Puglia. Il 91% della potenza è nel Sud, lasciando il Centro-Nord quasi escluso dalla transizione eolica.
Quanto produce l’eolico in Italia?
L’eolico contribuisce in modo crescente al fabbisogno energetico nazionale. Nel 2025 le rinnovabili hanno coperto il 41% del fabbisogno elettrico italiano, in lieve calo rispetto al 41,7% del 2024. Il vento produce ogni anno circa 20 TWh di energia, mentre la produzione eolica offshore resta limitata al singolo parco di Taranto (30 MW). L’obiettivo 2030 di 28 GW richiederà un’accelerazione significativa rispetto ai ritmi attuali.
“Nel 2024 il mondo ha raggiunto 79,4 GW di eolico offshore, con un incremento del 5,2% anno su anno. L’Italia è ottava al mondo ma resta largamente indietro rispetto a Germania (9,2 GW) e Regno Unito (14 GW).”
— Dati Modofluido 2026, tramite Modofluido
Produzione annua
I dati Enel indicano che il vento genera 20 TWh/anno in Italia, una quota crescente ma ancora insufficiente per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. A livello europeo, nel 2025 sono stati installati 17 GW di eolico onshore — record storico — mentre l’offshore europeo è ai minimi dal 2016. L’Italia deve colmare un divario crescente rispetto ai partner europei.
Utilizzi e contributo rete
La produzione eolica alimenta la rete nazionale attraverso Terna, con il gestore che monitora mensilmente i flussi energetici. Nel 2025 la capacità in esercizio è aumentata di 608 MW, ma la variabilità stagionale resta significativa: a dicembre 2025 la produzione è scesa del 44,1% per minor ventosità. Questa intermittenza richiede investimenti in stoccaggio e reti più flessibili per integrare l’eolico nel mix energetico.
In sintesi: L’eolico produce 20 TWh/anno e copre circa il 41% del fabbisogno. La variabilità stagionale (calo del 44% a dicembre 2025) evidenzia la necessità di stoccaggio per integrare la produzione nella rete.
Perché in Italia è poco sfruttata l’energia eolica?
L’Italia sfrutta meno del suo potenziale eolico per diversi motivi convergenti. Sul piano normativo, gli iter autorizzativi per nuovi impianti sono lunghi e complessi, con tempi che scoraggiano gli investitori. Sul piano sociale, le opposizioni locali — spesso legate a preoccupazioni ambientali e paesaggistiche — rallentano i progetti, specialmente nelle zone collinari e costiere dove l’impatto visivo è più evidente.
Ostacoli e opposizioni
Le resistenze delle comunità locali rappresentano un ostacolo significativo. A differenza di Germania e Danimarca, dove l’eolico è percepito come parte del paesaggio, in Italia le proteste hanno bloccato numerosi progetti. A questo si aggiungono vincoli paesaggistici (zone tutelate, parchi naturali) e la burocrazia degli enti locali. Il Decreto Porti 2025 ha identificato 4 hub strategici (Brindisi, Augusta, Taranto, Civitavecchia) per l’offshore, ma mancano ancora percorsi autorizzativi snelli.
Vantaggi e svantaggi
Nonostante gli ostacoli, i vantaggi sono evidenti: l’eolico riduce la dipendenza da gas naturale (l’Italia spende miliardi per le importazioni), contribuisce agli obiettivi climatici UE e crea occupazione nelle aree interne del Sud. Tuttavia, la concentrazione geografica nel Meridione limita i benefici economici per il Centro-Nord, e la variabilità della produzione richiede investimenti in rete e stoccaggio per garantire la stabilità dell’approvvigionamento.
In sintesi: Gli iter autorizzativi lunghi e le opposizioni locali frenano la crescita eolica. L’Italia deve accelerare sui progetti offshore per colmare il divario con Germania (9,2 GW) e Regno Unito (14 GW).
Quali sono gli impianti eolici offshore in Italia?
L’Italia ha un solo impianto eolico offshore operativo: il parco al largo di Taranto con 30 MW di capacità. È una cifra irrisoria rispetto al potenziale teorico di 207,3 GW di eolico offshore galleggiante stimato dal Politecnico di Torino. Nel 2024 il mondo ha installato 79,4 GW di eolico offshore, mentre l’Italia è ottava al mondo ma con un contributo minimale. La produzione potenziale offshore (540,8 TWh/anno) supererebbe le riserve certe di gas nazionale (42,5 miliardi di Smc).
Progetti futuri
Legambiente ha mappato 93 progetti offshore per 74 GW totali, con la Puglia che guida (26 progetti), seguita da Sicilia (25) e Sardegna (24). Le richieste di connessione a Terna ammontano a 132 progetti per quasi 90 GW. Il progetto Sicily South (1.140 MW, 76 turbine) è tra i più avanzati, mentre il Decreto Porti 2025 ha identificato 4 hub strategici per la logistica offshore: Brindisi, Augusta, Taranto e Civitavecchia.
Parco Taranto: L’unico impianto offshore operativo in Italia si trova a Taranto con 30 MW. Tutti gli altri progetti sono in fase di autorizzazione o sviluppo, secondo i dati GreenReport.
Atlante eolico RSE
L’Atlante Eolico RSE fornisce dati dettagliati sulle risorse ventose italiane, mappando le aree con maggior potenziale. Il Politecnico di Torino ha utilizzato questi dati per stimare un potenziale offshore galleggiante di 207,3 GW — superiore a qualsiasi altra fonte energetica nazionale. Tuttavia, mancano infrastrutture di connessione e percorsi autorizzativi adeguati per sfruttare questa risorsa.
In sintesi: L’Italia ha un solo parco offshore (Taranto, 30 MW) nonostante un potenziale teorico di 207,3 GW. Con 93 progetti in attesa e 4 hub strategici identificati, la sfida è accelerare l’autorizzazione e la logistica.
Letture correlate: Energia Rinnovabile Italia: Percentuali e Dati 2024 · Fotovoltaico Italia: Costi, Incentivi e Installazione 2026
L’eolico italiano raggiunge i 13,6 GW installati, con il 91% al Sud e Basilicata leader, come emerge dall’approfondimento su regioni 2025 basato sui dati Terna.
Domande frequenti
Qual è la potenza eolica installata in Italia nel 2025?
A gennaio 2026 la potenza eolica installata in Italia raggiunge 13.629 MW (13,6 GW), con 6.173 impianti operativi. Nel 2025 sono stati aggiunti 608 MW, in calo dell’8% rispetto ai 685 MW del 2024. I dati provengono da Terna e Modofluido.
Quali regioni producono più energia eolica?
La Basilicata guida con 1.489 pale eoliche, seguita dalla Puglia con 1.438. Sei regioni meridionali (Puglia, Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna) concentrano il 91% della potenza nazionale. Il Nord Italia contribuisce in modo marginale all’eolico onshore.
Quanto contribuisce l’eolico alla rete italiana?
Nel 2025 l’eolico ha coperto circa il 41% del fabbisogno elettrico da fonti rinnovabili, producendo 20 TWh/anno. Tuttavia, la variabilità stagionale è significativa: a dicembre 2025 la produzione è scesa del 44,1% per minor ventosità, secondo i dati Terna.
Ci sono parchi eolici offshore in Italia?
L’Italia ha un solo impianto offshore operativo: il parco di Taranto con 30 MW. Legambiente ha mappato 93 progetti in attesa per 74 GW totali. Il Decreto Porti 2025 ha identificato 4 hub strategici (Brindisi, Augusta, Taranto, Civitavecchia) per lo sviluppo offshore. Il potenziale teorico offshore galleggiante è di 207,3 GW.
Quali sono i principali ostacoli all’eolico in Italia?
Gli ostacoli principali sono: iter autorizzativi lunghi e complessi, opposizioni locali alle installazioni, vincoli paesaggistici, e concentrazione geografica nel Sud che lascia il Nord marginale. L’Italia è ottava al mondo per eolico offshore ma con un solo parco operativo, contro i 9,2 GW della Germania e i 14 GW del Regno Unito.
Dove trovare l’atlante eolico italiano?
L’Atlante Eolico RSE (Rete Elettrica Italia) fornisce dati dettagliati sulle risorse ventose nazionali. Il Politecnico di Torino ha utilizzato questi dati per stimare un potenziale offshore galleggiante di 207,3 GW, superiore alle riserve di gas nazionali.
L’eolico è in crescita nel nord Italia?
L’eolico nel Nord Italia resta marginale. Le regioni settentrionali dipendono principalmente da idroelettrico e fotovoltaico. La pianura padana e le zone alpine presentano ventosità inferiore e barriere autorizzative più rigide. Il 91% della potenza eolica è concentrato nel Sud.
Confronto europeo: Nel 2025 l’Europa ha installato 17 GW di eolico onshore — record storico — mentre l’offshore è ai minimi dal 2016. L’Italia deve accelerare per colmare il divario con Germania e Regno Unito.